Cesari (Ivass): “Nel 2021 segnalati 219 siti irregolari. Attività e proposte per contrastare il ghost broking”

Nel 2021 l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha segnalato 219 siti internet irregolari, di cui oggi il 90% risulta offline. A comunicare il bilancio dell’intermediazione abusiva attuata via web soprattutto nel settore della rc auto e delle fideiussioni a favore di enti pubblici è stato il consigliere Riccardo Cesari, intervenuto lo scorso 18 maggio in occasione del terzo congresso ordinario nazionale dell’Associazione nazionale agenti professionisti di assicurazione (Anapa). Cesari ha riepilogato inoltre l’azione di contrasto messa in campo dall’Istituto e le proposte da attuare nei prossimi anni.

Il ghost broking è estremamente nocivo non solo per i consumatori che, oltre al danno economico, si trovano esposti a fermi e sanzioni amministrative per circolazione irregolare, ma anche per gli operatori di settore (intermediari e compagnie) vittime anch’essi in misura crescente di furti d’identità, con danni d’immagine, reputazionali ed incremento dei rischi legali cui sono esposte”, ha spiegato.

Il contrasto al ghost broking: comunicazione e collaborazione con le strutture antifrode

L’Ivass fino ad oggi ha contrastato il fenomeno sul piano della comunicazione, attraverso una capillare informazione ai consumatori, la pubblicazione di comunicati stampa, dell’elenco di siti irregolari, di newsletter e consigli per i consumatori. Si è inoltre impegnata sul piano della collaborazione con le strutture antifrode delle compagnie, le Polizie Locali e le Autorità inquirenti, e, più di recente, anche con le principali società di hosting di servizi web, con il Registration service provider e con il Registro italiano dei domini (Nic), ai fini dell’inibizione della visualizzazione dei contenuti dei siti o del dominio irregolare. “Abbiamo intensificato i rapporti con il motore di ricerca Google per la rimozione degli annunci dei siti fake”, ha aggiunto Cesari.

Al via la pubblicazione delle white list

L’Ivass è ora impegnato in un nuovo progetto per contrastare il fenomeno all’origine: la pubblicazione di una sorta di white list dei siti internet di intermediari regolari. “L’informazione favorirebbe la verifica preventiva, da parte dei provider e dei motori di ricerca ma anche degli stessi consumatori, dell’effettiva esistenza e legittimazione degli interlocutori assicurativi con cui si accingono ad intraprendere rapporti commerciali o consumeristici, assicurando così una efficace azione antifrode preventiva”, ha precisato Cesari.

Inoltre, avendo costatato che i vari operatori coinvolti nelle azioni/fasi di contrasto al ghost broking non seguono un approccio standardizzato e coordinato tra loro, l’Istituto ha messo a disposizione il proprio know how per favorire il loro coordinamento operativo, sia in fase preventiva che successiva alla individuazione di un sito fake. “L’adozione, in tale ambito, di best practice trasversali e condivise tra i vari attori in gioco (le imprese coinvolte, l’Ivass, le autorità inquirenti, i provider, etc) aiuterebbe ad intervenire in maniera più rapida, garantendo l’intercettazione, la segnalazione e la tempestiva richiesta di oscuramento dei siti fake”, ha concluso.